martedì 31 luglio 2012

VOYAGE IMPRESSIONNISTE


Quando Claude Monet nel 1872 dipinse Impressions du soleil levant, piccolo quadro dipinto all’alba sul porto di Le Havre cambiò per sempre la storia della pittura.
Il nome impressionismo prende spunto dal titolo di questo quadro, ma la vera e propria rivoluzione stilistica nasce dal comune desiderio di alcuni artisti di rompere con i canoni dell’arte ufficiale imposta nelle Accademie.
Abolendo l’uso del disegno e della rigorosa prospettiva gli impressionisti portano il loro studio “fuori porta” all’aria aperta per fissare sul posto le loro “impressioni”, in modo da poter notare i vari cambiamenti di luce e di ombre insieme ai forti contrasti.


Claude Monet
Impressions du soleil levant 1872
Il nostro viaggio sulle tracce degli impressionisti inizia dai luoghi che sono stati fonte di ispirazione di artisti famosi: la Normandia.
I luoghi che abbiamo visitato, gli stessi paesaggi, le stesse immense cattedrali, il vento impetuoso dell’oceano, sono stati fissati sulle tele da artisti famosi e oggi sono visibili in un’infinità di musei parigini. Ed è proprio Parigi la nostra seconda meta dopo il nord della Francia. Qui terminerà il racconto del nostro viaggio ma non prima di essermi soffermata a parlare di alcuni quadri visti al museo d’Orsay.
Visitando la Normandia abbiamo goduto di piccoli ma grandi piaceri quotidiani, come una passeggiata che riempie i polmoni con il profumo del mare e la vista di panorami con campagne verdi e villaggi caratteristici con case a graticcio dai tetti di paglia e giardini fioriti.
Quei paesaggi fantastici ricchi di storia e arte, con villaggi da cartolina, sembravano proprio usciti da un quadro!!!

Atterrati a Beauvais a nord di Parigi, diretti in auto, in direzione della costa sul canale della Manica, ci siamo fermati vicino a Rouen. Abbiamo passato la notte in una caratteristica casa a graticcio o "maison à colombages" con intelaiatura lignea a vista, situata in un luogo veramenete tranquillo, incantati dalle decorazioni romantiche e dal fascino dei vecchi mobili stile inglese. Les Chaumes (trovato cercando nel sito Gite de France) della gentilissima madame Maryline Dubuc è a Boos, un picccolo borgo di campagna distante 10 Km da Rouen. I muri di case tipiche, come questa, sono visibilmente storti e ricordano molto l’aspetto delle case dipinte da Van Gogh.

 
    Les Chaumes Boos-giugno 2012

Vincent Van Gogh (1853-1890)
Casolari con tetto di paglia a Cordeville, Auvers-sur-Oise 1890

Van Gogh trasformò paesaggi romantici in terre vulcaniche come se fossero sollevate da una potente forza terrestre che dilata i volumi. Le pennellate vorticose ondulano il tetto, gli alberi e le nuvole.

Tutto questo è accentuato dall’impasto grasso usato con un certo spessore che ricorda il riempimento di malta o argilla applicato nella struttura portante di travi e pilastri in legno tipico delle case a colombages.

Di certo con il suo stile Van Gogh ha saputo dare vita ed energia ad ogni singola tranquilla “casetta” e ad ogni singolo albero!
Una delle cose, per me piacevoli dei soggiorni nelle Chambres d'hôtes è stata le petit déjeuner. La colazione è servita solitamente nel soggiorno della casa dei proprietari oppure in una zona destinata a questo uso, ed è tutto curato nei particolari e in alcuni casi, le tavole, sono certamente un bel ricordo da fotografare!

Colazione a Les Chaumes-giugno 2012


Claude Monet (1840-1926)
Le déjeuner : panneau décoratif 1874 circa
Ed ecco una colazione vista da Claude Monet che fa parte della raccolta del Musée d’Orsay: quadro nato come pannello decorativo destinato a decorare la sala di un castello.
Siamo ripartiti per il nostro viaggio dopo la piacevole colazione, ma prima di raggiungere Rouen abbiamo fatto sosta alla Chateau de Martainville. Grazie all’ottimo suggerimento di madame Dubuc!

 Castello di Martainville-giugno 2012

E’ un interessante castello che ospita una bellissima raccolta di mobili, costumi, ceramiche, oggetti in vetro e arredi della vita quotidiana in Alta Normandia dal XV al XIX secolo.

Rouen è nota per il suo patrimonio d'arte gotica, sia per le chiese e un centinaio di campanili che per le sue 800 case a graticcio perfettamente conservate. La Cattedrale di Notre-Dame è una delle più belle e imponenti cattedrali gotiche francesi ma giunti nella piazza rimaniamo delusi perché è in gran parte coperta dai lavori in corso.

Non ci è rimasto altro che immaginarla in tutto il suo splendore, quando Monet, cercando la vivacità del tocco non ricreabile in studio, la rappresentò dal vero per circa cinquanta volte, in differenti condizioni di luce, in ore diverse e in diverse stagioni. Le forme dell’edificio così si dissolvono nella luce e nel colore, diventando infine quasi astratte scomponendosi in brevi pennellate di colore puro.
L’effetto ottenuto è quello di una maggiore luminosità rispetto all’uso di colori mescolati prima di applicarli alla tela. 
Claude Monet (1840-1926)
La cathédrale de Rouen. Le portail, temps gris en 1892


Claude Monet
 La cathédrale de Rouen. Le portail, soleil matinal - 1893

Ho scelto di Rouen anche questa foto scattata di una piazza principale  perché la sensazione di festa evocatami da questo edificio pieno di bandiere …



Rouen-giugno 2012
 Claude Monet
 la Rue Montorgueil a Parigi. Festa del 30 giugno 1878

…mi è stata poi rievocata da quest’opera vista al museo d’Orsay, dipinta da Monet in occasione del 30 giugno 1878 festa "della pace e del lavoro". Il pittore non si mischia alla folla ma si limita ad osservarla da una finestra. Si dice che con questo quadro, Monet rivela un aspetto nascosto della sua modernità sia per l’uso dei tre colori che attualmente rappresentano la Francia e sia per il fatto che agisce quasi in veste di "reporter".
Ma è solo dopo aver visto le scogliere di Etretat che ho capito cosa hanno provato artisti come Claude Monet e Gustave Courbert quando alla fine del 1800 si stabilirono su la “Cote d’alabatre”. Da questi altissimi scogli si gode una vista spettacolare sulle falesie e sul mare, e certamente questo è uno dei luoghi più belli e suggestivi dell’alta Normandia. Di questo luogo resterà in me il ricordo della viva sensazione di respirare un’aria infinitamente pulita e che sapeva di mare!
 
 Etretat-giugno 2012

Claude Monet (1840-1926)
Etretat, la Manneporte, riflessi sull'acqua-1885 circa

Monet ritornò per molti anni a Etretat e dipinse diverse tele ispirandosi alle falesie e alle “porte”, grandi aperture, tra cui la La manneporte.

Le tre “porte” che si aprono nelle scogliere sono luogo di grande suggestione, e catturarono l’attenzione anche di altri impressionisti che ripeterono più volte questo soggetto cercando il meglio della luce e dell’atmosfera.

Le bianche falesie, la luce impalpabile e la mutevolezza del mare incantarono anche Courbet che con una materia pastosa riesce a suggerire la potenza delle forze naturali. 
“Abitava in una casa dalla quale osservava il mare”così scriveva di lui Guy de Maupassant “Il mare era talmente vicino che si aveva come l'impressione che esso s'infrangesse sulla casa avvolta dalla schiuma e dal frastuono. L'acqua salata colpiva i vetri come grandine e colava lungo i muri”.


Gustave Courbet (1819-1877)
La falaise d'Etretat après l'orage -1870

All’interno, la campagna normanna è ricca di campi coltivati e immense distese dai colori meravigliosi. Questa foto che abbiamo scattato potrebbe certamente fare da sfondo in uno di quei quadri animalisti amati da molti artisti francesi e in particolare dagli impressionisti che sceglievano come soggetto la campagna, considerato dagli accademici un soggetto inferiore.

Marie Rosalie Bonheur (1822-1899) una delle più celebri pittrici del suo tempo e autrice di memorabili ritratti di cavalli e bestie feroci fu un personaggio eclettico e stravagante dovette supplicare la polizia perché le concedesse l’autorizzazione di indossare i pantaloni; non potendo frequentare le Scuole di Belle Arti francesi poiché all’epoca erano chiuse alle donne fu allieva di suo padre, il suo unico maestro. Il pittore era anche un uomo di idee illuminate che le passò alla figlia ma in realtà era anche molto irritato dai suoi comportamenti trasgressivi. Non avrebbe voluto che facesse la pittrice. Poi però cedette e la mandò al Louvre a copiare gli antichi maestri. Lei amava fiere, stalle e fattorie: adorava gli animali e la caccia.
Il quadro riprodotto qui sotto, realizzato nel 1849, raffigura la prima aratura, chiamata dissodamento, che viene effettuata all'inizio dell'autunno. 
Questo è essenzialmente un quadro animalista, forse meno impressionista di altri ma mi piace perché i protagonisti sono i buoi ed è lasciato poco spazio all'uomo.


Campagna normanna-giugno 2012


Marie Rosalie Bonheur
 Aratura nivernese, detto anche Il Dissodamento 1849

La Normandia è una terra ricca di tradizioni dove il tempo sembra essersi fermato.
Le strade che collegano piccoli paesi di campagna riservano percorsi silenziosi disseminati di colombiers, colombaie di mattoni che sembrano piccole fortezze.
Ogni piccolo paese ha una tipica chiesa affiancata spesso dal municipio chiamato “Mairie” e queste che abbiamo fotografato ricordano un po’ la chiesetta di Gréville, dove Millet si recava ogni domenica con i suoi genitori, uno dei luoghi più significativi del suo passato.



Jean-François Millet (1814-1875)
L'église de Gréville-1871-1874



Il romantico paesaggio di Millet è certamente dipinto in uno stile diverso e più tranquillo, rispetto alle interpretazioni di artisti di nuova generazione come Van Gogh anche se quasi contemporanei.
E per restare nello stile di Van Gogh, voglio citare la bellissima Cattedrale di Bayeux, forse fra le più belle di Francia, con la quale trovo ci sia una certa somiglianza con quella di Auvers-sur-Oise, da lui dipinta.
Anche in questo quadro l’artista trasformò un edificio sacro, come tipico suo, in qualcosa di “ fiammeggiante” e sembra che stia per crollare da un momento all’altro.
Se mettessimo questo quadro a confronto con le Cattedrali di Claude Monet, dipinte poco tempo dopo, potremmo facilmente prendere atto della differenza nel metodo seguito da Van Gogh e quello degli impressionisti. Al contrario di Monet, Van Gogh non cerca di raffigurare l'impressione dei giochi di luce sul monumento e non propone certamente un'immagine fedele della realtà, ma piuttosto cerca un’espressione personale preannunciando l’evoluzione dell’arte negli anni a seguire.
Bayeux è una bellissima cittadina che risparmiata dai bombardamenti della guerra mantiene perfettamente conservate vie medioevali e canali con mulini.

 
Cattedrale di Bayeux-giugno 2012


Vincent Van Gogh (1853-1890)
L'église d'Auvers-sur-Oise -1890

Il nostro viaggio è proseguito a zig zag fra la spiagge, musei a cielo aperto dedicati allo sbarco del D-Day e splendide cittadine come Bayeux, Caen, Luc Sur Mer, Arromanches, Saint-Lô, Hambye, Granville, Huisnes Sur Mer e Mont Saint Michel.
Tutti luoghi che ci hanno lasciato qualcosa di bello da ricordare.

Ferme du mouchel a Formigny-giugno 2012

Maison Quesnel ad Hambye-giugno 2012

Claude Monet
Cour de ferme en Normandie-1863

Degna di nota a mio parere è la cattedrale di Saint-Lô.
Certamente non vi è somiglianza con nessuna chiesa raffigurata in tutto il suo
splendore da famosi pittori della metà del '800!!!
A causa dei devastanti bombardamenti subiti da questa cittadina durante la seconda guerra mondiale la cattedrale è rimasta in piedi solo in parte e la fredda ricostruzione resta volutamente a testimonianza dello scempio che la guerra ha prodotto.

La cattedrale di Saint-Lô-giugno 2012 
Meta importante nel nostro viaggio sono stati anche i luoghi dove è rimasta traccia dello sbarco degli alleati che nel 1944 sbarcarono per iniziare la liberazione dell’Europa dalla Germania nazista.
Di quei posti mi resterà il ricordo di un triste silenzio, forse per colpa del tempo un po’ uggioso e forse perchè quei luoghi non ispirano certamente allegria. Sono però importanti per ricordare e soprattutto non dimenticare tragici eventi della storia dell’umanità.
Per non lasciarci tristemente premetto che il nostro viaggio non finisce qui. Dopo una visita veloce a Mont Saint Michel ci siamo diretti a Parigi, e anche noi alla ricerca di “impressioni” en plein come gli artisti famosi abbiamo cercato di fissare la luce e le emozioni del momento fotografando palazzi e bellissime vedute cittadine.
Non mi stancherei mai di parlare di questo viaggio...di altro vi parlerò più avanti!




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